Bivacco robinet

RIFUGIO COAZZE (Mario Bergeretti)

Località partenza: Borgata Cervelli/Forno di Coazze

Comune: Coazze (TO)

Quota di partenza (m.): 879 m (Cervelli) – 1042 (Rolando)

Quota rifugio: 1338 m.

Catena Montuosa: Picchi del pagliaio

Gruppo: ALPI COZIE

Periodo apertura: su prenotazione in autogestione

Categoria: C

Posti letto: 10 + 2

Tel 011/9340367 (sede CAI – aperta il mercoledì sera)

mail coazze@cai.it  

Costi:

Soci12 euro

Non soci 15 euro

Come arrivare

Da Giaveno si percorre la strada verso Coazze per 3 km: al bivio si prosegue lungo il fondovalle. Arrivati a Sangonetto si può scegliere uno dei due versanti da cui raggiungere la borgata del Ciargiur, dove si trova il Rifugio Coazze – Mario Bergeretti (il Ciargiur è costituito da almeno quattro nuclei di baite, i tre nuclei dove si trova il Rifugio sono sempre stati gli alpeggi degli abitanti di Cervelli, mentre il quarto era l’alpeggio degli abitanti di Forno e si chiama appunto Ciargiur di Forno).

Il primo versante prevede, arrivati a Sangonetto, di prendere la strada per Cervelli. Qui dopo un paio di Km si può parcheggiare l’auto nei pressi del ristorante. La borgata Cervelli (879 m) si trova in una posizione in cui i valloni di Forno e di Indiritto si congiungono e il percorso che si consiglia è appunto quello che si inoltra nel vallone di Indiritto. Superati i primi prati si raggiunge un piccolo canale che proviene dal torrente Sangonetto e che serve per irrigare e soprattutto per alimentare una piccola centrale idroelettrica. Dopo qualche centinaio di metri si raggiunge una deviazione per il Pilone Poupiun. Alcuni ripidi tornanti della mulattiera portano a questo Pilone votivo, uno stupendo punto panoramico sulla Val Sangone, con vista fino a Torino, dotato di un pannello fotoelettrico che alimenta una luce visibile di notte da tutta la valle. Da questo punto non si può più sbagliare. Il sentiero prosegue in un tripudio di rododendri e larici fino ai pratoni del Ciargiur. 

Il secondo versante prevede di proseguire da Sangonetto fino a Forno. Qui, arrivati al Ristorante Rocciavrè, si deve girare subito a destra, passare davanti al sagrato della chiesa e proseguire seguendo le indicazioni per Oliva e Ruata. Lasciata l’auto a Ruata (1050 m), si seguono le indicazioni per il Ciargiur. Superati i prati si raggiunge un Pilone Votivo, lo si supera e si raggiunge quindi una deviazione per la Cava di Calce (a questo punto si può decidere di fare una veloce visita alla cava, dove recentemente è stato messo in sicurezza il forno che cuoceva il minerale). Dalla deviazione per la cava si raggiunge velocemente la borgata Ciargiur di Forno, da cui si vede già sulla destra il rifugio con i suoi inconfondibili pannelli fotovoltaici. Presso il nucleo centrale delle baite, seguire il sentiero a destra che, con comodi saliscendi immersi in una stupenda faggeta, raggiunge direttamente il Rifugio Coazze.

Da Forno è anche possibile raggiungere il Ciargiur passando dalla borgata Rolando (1042 m), dove una comoda pista agro silvo pastorale (chiusa ai mezzi non autorizzati) porta fino al rifugio. Questa strada è particolarmente apprezzata dagli amanti della mtb. 

Se si è fatta la deviazione per la cava di calce, invece di tornare sui propri passi, è possibile proseguire lungo una comoda mulattiera in leggera discesa e andarsi a collegare ad uno degli ultimi tornanti di questa strada.

Cenni storici

Negli anni Sessanta cominciarono i lavori per adattare una baita a rifugio non gestito, nella borgata Ciargiur, a 1342 metri di altitudine, situata lungo alcuni dei sentieri più belli e frequentati della val Sangone. Un gruppo di soci si dedicò ai restauri e alle ricostruzioni della baita, riuscendo a creare un grande locale cucina e, al piano di sopra, un dormitorio con letti a castello. 

Il rifugio non gestito era meta frequente dei soci che, lavorando alla manutenzione, creavano un gruppo forte, che permise la crescita del CAI Coazze. 

Nell’ultimo decennio il Rifugio Coazze è stato totalmente rinnovato ed è stato inaugurato, nel 2015, il Rifugio Mario Bergeretti, con dieci posti letto. Il rifugio, sempre non gestito, è ora dotato di un impianto fotovoltaico, che garantisce non solo l’illuminazione, ma anche l’energia necessaria al funzionamento di un boiler per l’acqua calda e, quando è in piena produzione, anche ad alimentare un termosifone per il riscaldamento. La cucina professionale lo rende poi uno tra i rifugi non gestiti più confortevoli. Opinione questa confermata dai vari fruitori, che in molti casi sono arrivati da paesi lontani: Olanda, Germania, Regno Unito, India, Cina….

Nel 2020 abbiamo acquistato una baita adiacente al Rifugio Coazze, che verrà ristrutturata per ampliare la capienza del Rifugio.

È doveroso anche ricordare che il Ciargiur entra nella storia della Resistenza della Val Sangone sin dall’inizio: è infatti in una baita del Ciargiur di Mezzo che, nel settembre 1943, il Maggiore Luigi Milano stabilisce la sua base, costituendo di fatto il primo nucleo partigiano della valle. Il Ciargiur subirà due rastrellamenti da parte delle truppe nazifasciste e molte baite verranno distrutte e incendiate. I segni di questi incendi sono ancora parzialmente visibili. (si veda l’’I chi amunn. 4)

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