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La storia del CAI a Coazze inizia nel 1966. Può sembrare strano per un paese di montagna , che siano passati oltre cento anni dalla nascita del Club Alpino Italiano, prima che qui sorga un gruppo che vi si ispiri. Eppure non c’è motivo di stupirsi. La montagna è stata per secoli luogo di duro lavoro per i montanari, e non di svago.Ma le situazioni cambiamo anche per i coazzesi : diminuiscono i lavoratori in montagna , nascono e crescono i camminatori in montagna, cioè gli alpinisti. Il termine camminatori, però dice troppo poco della nuova realtà . E’ la montagna che esercita un fascino irresistibile perché dona all’uomo di oggi ciò che la modernità gli ha tolto senza ricompensa: la gioia della natura , la pace, la serenità , il silenzio”. Così scrive Don  Giacinto Masera su “I Chi Amun”del 1993

Credo che queste parole che Don Masera ha scritto nel 1993 come introduzione alla rivista Sezionale “I chi Amun”, sono la chiave per capire il fenomeno del CAI Sezione di Coazze., un paese di 2500 abitanti a circa 40 chilometri da Torino , ultimo capoluogo della Val Sangone e naturale porta di ingresso nel Parco Regionale Orsiera-Rocciavrè. Parlo di fenomeno perché pur essendo un paese di soli 2500 abitanti i soci CAI della sezione sono (dati del 2007) ben 635. Se guardiamo al rapporto soci/abitanti  ci accorgiamo che questo è in assoluto uno dei più alti fra tutte le sezioni CAI a livello nazionale. Oltre a questo dato aridamente numerico, ciò che mi fa parlare di fenomeno è l’ampio spettro di attività che la Sezione di Coazze ha messo in piedi e che continua a mantenere con intatto entusiasmo negli anni : Scuola di Sci Alpinismo “Rocciavrè”, Gruppo di Sci di Fondo Escursionistico e Telemark, Gruppo Speleologico “I Cinghiali”, il gruppo della mountain bike, l’attività di Alpinismo Giovanile  e poi il Gruppo che gestisce la palestra di arrampicata sportiva al coperto presso l’ex Cinema Miramonti.  Il fiore all’occhiello della Sezione di Coazze è però certamente  il Rifugio della Balma con la sua gestione fatta dai soci. Pochi sanno che ogni anno , quando al primo week end di giugno apriamo la stagione alla Balma, questo è stato possibile perché decine di volontari hanno con entusiasmo offerto giornate di lavoro secondo la loro disponibilità e le loro capacità. Ho provato a quantificare questo impegno tenendo conto solo della attività della gestione, dell’approvvigionamento  e della manutenzione ordinaria. Ebbene questo è un numero che impressiona perché stiamo parlando di centinaia di giornate. Se poi pensiamo che questo avviene da vari decenni con passaggi di testimone generazionale ,  e con immutato entusiasmo, ecco che troviamo la giustificazione a parlare veramente di “fenomeno” le cui radici si trovano tutte nelle parole scritte da Don Masera.

 

Alfio Usseglio

Presidente Sezione CAI di Coazze

 
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